mercoledì 4 novembre 2009

ILVA DENUNCIATA PER MOBBING - La gazzetta del mezzogiorno 4 nov. ‘09


Sindacalista: mi tengono isolato da 3 anni

GIACOMO RIZZO
• «Io, mobbizzato dall’Ilva perchè ho cercato di tutelare i miei colleghi». Da una denuncia di un caposquadra dell’Il - va, rappresentante sindacale della Fiom, è nata una nuova inchiesta per mobbing, la violenza psicologica esercitata sul luogo di lavoro. Ieri, personale della Digos ha compiuto una ispezione all’interno dello stabilimento, verificato le condizioni di lavoro e le mansioni svolte dal dipendente che assume di essere stato vessato e raccolto una serie di testimonianze.

«Il mio assistito - dichiara alla “Gazz etta” l’avv. Caterina Argese - ha iniziato ad avere problemi, con comportamenti mobbizzanti ai suoi danni, quando ha segnalato con diversi comunicati il mancato rispetto delle norme di sicurezza e l’utilizzo di sostanze tossiche all’interno dello stabilimento senza le dovute cautele». Il rappresentante sindacale ha presentato una dettagliata querela finita all’attenzione del pubblico ministero Filomena Di Tursi, che poi incaricato la Digos di svolgere gli accertamenti. «Quando è stata compiuta l’ispezione - prosegue l’avv. Argese - il mio assistito è stato trovato mentre era seduto su una sedia senza fare nulla. Perchè praticamente non svolge più alcuna mansione». Il denunciante è stato ascoltato dal magistrato inquirente e ha presentato una copiosa documentazione a supporto dell’esposto. Il pm ha emesso anche alcuni avvisi di garanzia. «Il dipendente - conclude il legale - ha cambiato diversi reparti e ora spera che la magistratura accerti le responsabilità di chi lo ha messo in questa condizione di isolamento». Al vaglio degli inquirenti c’è anche un altro presunto caso di mobbing nei confronti di due operai dell’Ilva, che denunciarono alla fine del 2007 di essere stati sottoposti a vessazioni da parte dei superiori gerarchici e di essere stati intimiditi dagli addetti al servizio di vigilanza. Documenti, relazioni di servizio, testimonianze. Sono sei fino a questo momento le persone iscritte nel registro degli indagati per maltrattamenti, violenza privata tentata e consumata, favoreggiamento e occultamento di documenti, favoreggiamento e inosservanza del provvedimento dell’Au t o r i t à . Il pm Vincenzo Petrocelli dispose l’acquisizione di documenti e il sequestro di un computer. L’attività investigativa proseguirà con l’interrogatorio di alcuni testimoni. Pare che altri operai abbiano segnalato vessazioni e angherie da parte dei superiori all’interno dello stabilimento siderurgico. Le vicende di mobbing all’Ilva hanno un precedente di rilievo: il processo legato al trasferimento di 70 lavoratori nella palazzina Laf (Laminatoio a freddo), una struttura ormai esclusa dal ciclo produttivo, che si è chiuso con la condanna definitiva di 11 dirigenti dell’Ilva per violenza privata e frode processuale. L’inchiesta esplose nel novembre del 1998 con il sequestro probatorio della struttura, disposto dall’allora procuratore aggiunto Franco Sebastio. Gli imputati avrebbero avrebbero agitato lo spettro del trasferimento nella palazzina Laf ogni qualvolta il lavoratore non si piegava alle logiche aziendali.

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S E G N A L I DI F U M O


"LE ABBIAMO DETTO PIU' VOLTE DI SMETTERE DI FUMARE, FA MALE A LEI E A NOI"

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martedì 3 novembre 2009

Dal caso Fondi a Marrazzo. Quando un click può svelare i segreti

Leggere questo articolo per cominciare a comprendere.

di Antonio Turri*
Che c'entra Marrazzo e le sue storie di sesso con transessuali consumatori incalliti di cocaina, con Fondi e con i casalesi e le 'ndrine della piana di Gioia Tauro li presenti? Quali potrebbero essere le connessioni tra le rumorose dimissioni di Marrazzo da governatore del Lazio e le vicende legate ai latitanti della camorra che si nascondono nel sud pontino, con i trafficanti e gli spacciatori di droga di Fondi e Sperlonga? Perchè alcuni esponenti politici del Governo si sono fortemente esposti per non far sciogliere il comune di Fondi per infiltrazioni mafiose? Perchè un'istituzione prestigiosa del Paese come l'Arma dei Carabinieri si è lasciata trascinare in un pantano fatto di video porno e squallide vicende di ricatti incrociati? Perchè Silvio Berlusconi si trova ad assumere la veste di cointeressato nelle vicende di Fondi e di Marrazzo ? Per provare a comprendere può bastare un click sul computer ed entrare nel sito internet del Mof di Fondi.. All'interno della home page un banner intermittente lancia messaggi del tipo: siamo i piu' grandi d'Europa ...i nostri numeri parlano chiaro...i piu' grandi import-export si rivolgono a noi. Per finire con l'invito: percorri la tua strada con noi. Sempre dal sito del Mof si leggono i numeri (statistiche ferme al 2004) che rendono chiara la reale mole imponente degli affari “legali”. Leggendo quei numeri si percepisce subito che girano tra gli stends milioni e milioni di euro. Sono stati nell'anno 2004 ben 582.441 i veicoli commerciali transitati all'interno del centro agroalimentare,oltre 11.500.000 i quintali di frutta ed ortaggi commercializzati. Ma questi numeri, da soli, non rendono conto del vero business che gira intorno alla città di Fondi. Non solo la frutta che transita direttamente nel Mof viene rivenduta sui mercati di tutta Europa ma vengono effettuate, dentro e fuori dal Mof , a Fondi e dintorni,centinaia di migliaia di operazioni di sola transazione commerciale, di cui nessuna statistica potrà definire i contorni economici. Gran parte della frutta e della verdura consumata da centinaia di milioni di cittadini europei viene commercializzata in quel territorio. E come dire che se mangi una pera o una mela, un'insalata o un' ananas a Trapani, lo stesso mercante e “giri collegati” sono capaci di piazzare i medesimi frutti a Roma a Genova ,Torino e Udine o Firenze ma anche a Berlino a Parigi e ad Amsterdam.
Tanto per capire di cosa parliamo e per dare un'idea dell'argomento si deve dire che gran parte della filiera commerciale della frutta e delle verdura, dall'acquisto sui campi sino al trasporto sui banchi di mercati rionali e supermercati d'Italia e non solo, è da sempre oggetto dell'interesse dei clan mafiosi . La camorra,ad esempio, controlla l'acquisto di tanta parte della frutta fresca prodotta dai nostri contadini , prodotti come le angurie le pesche sono in parte “cosa loro”. La mafia siciliana da sempre è interessata alla filiera commerciale degli agrumi . Tutte le mafie sono interessate all'import-export di frutta esotica. I clan pagano prezzi irrisori ai produttori e rivendono ai grossisti a prezzi elevati. Questo non vuol dire che l'intero mercato dei prodotti della terra sia in mano alle mafie,ma certamente la loro quota di mercato non è minoritaria. Tutt'altro. Nel corso di questi ultimi dieci anni le relazioni della Dia, quelle di diverse Direzioni Distrettuali Antimafia e da ultimo la relazione del Prefetto di Latina Frattasi, hanno avuto modo di interessarsi del Mof di Fondi, non solo per l'attività di infiltrazione dei boss mafiosi nell'ambito delle attività “legali”della commercializzazione e del trasporto su gomma delle tonnellate di prodotti ortofrutticoli sulle strade di tutta Europa ma, anche per quanto attiene il collegato sviluppo dei tipici e lucrosi affari criminali delle mafie nel traffico delle sostanze stupefacenti, in particolare cocaina, e delle armi. La Cocaina è il vero affare dei boss che da anni controllano Fondi e dintorni,come confermano le dichiarazioni del pentito Carmine Schiavone,cassiere del clan dei casalesi.
Sempre le mafie presenti a Fondi, sia nelle versioni tradizionali:mafia,camorra e 'ndrangheta che in quella autoctona: la quinta mafia, in quest'ultimo decennio hanno avuto un ruolo da protagoniste nel fiorente mercato dell'usura e del reinvestimento dei capitali sporchi, in particolare lungo il litorale laziale e nella Capitale. Sono stati numerosi i sequestri di beni immobili per centinaia di milioni di euro operati dalle Questure di Latina e Roma. Nella Capitale ad un boss della quinta mafia del basso Lazio è stata sequestrata ,tra l'altro, una costosissima villa ai parioli che pare fungesse da ambasciata di rappresentanza per gli affari dei clan a Roma I tempi della vicenda Fondi paiono fortemente connessi a quelli del caso Marrazzo ed hanno pesantemente condizionato in quest'ultimo anno la politica nazionale. Proviamo a ripercorrerli. A settembre del 2008 il prefetto di Latina Frattasi, a seguito delle pesanti minacce ricevute dall'allora Assessore ai lavori pubblici del comune di Fondi Riccardo Izzi e delle indagini sul caso avviate dai Carabinieri di Latina, del Ros e della DDA di Roma, avvia la procedura per l'insediamento di una commissione di accesso che, alcuni mesi dopo, arriva alla conclusione che quell'amministrazione comunale è fortemente condizionata da esponenti di spicco della 'ndrangheta,della camorra e da rappresentanti della mafia autoctona.
Nel febbraio-marzo del 2009 i notabili locali e regionali della politica, legati all'attuale maggioranza di governo, iniziano una forte azione di contestazione che, seppur in forma violenta e fortemente anti istituzionale, è stata riscontrata anche in altri territori del Paese dove si è fatta richiesta di scioglimento per mafia per comuni infiltrati dai clan. Quei comuni, differentemente per quanto avvenuto a Fondi, sono stati sciolti per infiltrazioni mafiose sia da governi di centro destra che di centro sinistra Dopo inspiegabili mesi di ritardo del governo ad affrontare la vicenda,il ministro dell'interno Maroni, nel Giugno 2009, rispondendo alle richieste delle opposizioni in Parlamento, annuncia di aver fatto proprie le conclusioni del Prefetto di Latina e di aver proposto lo scioglimento per condizionamento mafioso del comune di Fondi. A luglio 2009 il Consiglio dei ministri decide di non decidere e rinvia la discussione sul caso Fondi. L'importanza delle vicende legate al caso Fondi e a quella banca di accumulo dei capitali rappresentata dai boss che condizionavano l'economia e la politica di Fondi e di conseguenza del Mof non è sfuggita sin dal 17 luglio 2009 al presidente della commissione sicurezza della regione Lazio on.Luisa Laurelli che ebbe a dichiarare:”l’inchiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Roma contro il clan Tripodo - Trani a Fondi e l’intervista rilasciata mercoledì scorso dal Colonnello Paolo La Forgia capo centro DIA, al “Sole 24 ore”, rilevano la grave situazione della legalità nel MOF di Fondi”. “Visto che è la Regione ad essere responsabile della nomina del presidente del Mof – prosegue Laurelli - chiedo al Presidente Marrazzo di intervenire, per quanto di sua competenza, e fare chiarezza sulla gestione di tale struttura. La Regione Lazio non può prestare il fianco a situazioni poco chiare e occorre intervenire rapidamente”. Marrazzo, pressato anche da altri esponenti di spicco della sua maggioranza,con inspiegabile ritardo solo ad Agosto 2009 rimuove il presidente del MOF Giuseppe La Rocca sostituendolo con Bruno Placidi.
Il giorno di Ferragosto 2009 il Governo decide per il non scioglimento del Comune di Fondi e rinvia gli atti al Prefetto di Latina per un nuovo esame alla luce delle modifiche legislative apportate dal nuovo pacchetto sicurezza. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, dichiara: "In Consiglio dei Ministri sono intervenuti diversi ministri, hanno fatto notare come nessun componente della giunta e del Consiglio comunale sia stato neppure toccato da un avviso di garanzia. Quindi sembrava strano che si dovesse intervenire con un provvedimento estremo come lo scioglimento".
Sempre ad Agosto 2009 il neo rieletto presidente della provincia di Latina Armando Cusani, ex sindaco di Sperlonga e potente esponente del centro destra pontino attacca violentemente Marrazzo con un comunicato stampa al vetriolo:”Con motivazioni risibili e nel pieno delle festività ferragostane, il governatore della regione Lazio ha rimosso dal suo incarico Giuseppe La Rocca, presidente del Mof di Fondi. La sostituzione di La Rocca con Bruno Placidi, quest’ultimo in passato componente dello staff dell’ex ministro Bianchi in qualità di esperto dei trasporti, ci sembra più un contentino per i Comunisti Italiani in vista delle prossime elezioni dopo la loro defenestrazione dalla giunta Marrazzo, che il posizionamento di un soggetto in grado di dirigere il più grande mercato ortofrutticolo del sud Italia...”. Nel frattempo organi di stampa locali pubblicano le note di alcuni operatori del Mof i quali chiedono che si faccia finalmente chiarezza sulle innumerevoli vicende legate a finanziamenti a società consortili “benedette” da fiumi di soldi pubblici e chiedono conto di 6 milioni di euro stanziati dalla Regione e sui soldi dati alla Imof che gestisce il patrimonio immobiliare del Mof.
Il 18 settembre 2009, Maroni presenta la sua relazione sul caso Fondi e dichiara: "Il comune di Fondi (Latina), i cui organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 28 maggio 2006, presenta forme di ingerenza da parte della criminalità organizzata tali da determinare una alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi e amministrativi e da compromettere il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione, nonché il funzionamento dei servizi, con grave e perdurante pregiudizio per lo stato dell’ordine e della sicurezza pubblica.” Il 3 ottobre 2009 il sindaco di Fondi e tutti gli assessori si dimettono, ritenendo impossibile continuare a governare in quello che sembrano definire un clima di congiura contro di loro. Venerdi 9 ottobre 2009, il Consiglio dei Ministri decide di non sciogliere Fondi, preferendo le nuove elezioni e dichiarando la situazione risolta con le dimissioni del Sindaco e della Giunta. La conclusione della vicenda pare non lasciare ulteriori strascichi politici ma, sotto la cenere, il fuoco acceso da attori e comparse del caso Fondi non sembra cessare di ardere. E da sotto il fondo del barile il 23 ottobre 2009, tra le storie da basso impero che hanno riempito le pagine politiche e giudiziarie dei giornali in questi ultimi mesi dell'anno, fatti ancora formalmente non collegati, arriva al capolinea la vicenda delle strane frequentazioni del presidente Marrazzo con il mondo dei transessuali di via Gradoli a Roma. Una vicenda di sesso e ricatti inquietante che coinvolge non solo l'uomo Marrazzo e la sua famiglia ma che vede come attori con ruoli non secondari giornali e tv nazionali di famiglia, uomini delle forze dell'ordine e che conduce, attraverso alcuni dei protagonisti, a personaggi comunque legati a quel marasma di situazioni politiche,economiche e sociali che va a contraddistingue l'area geografica del basso Lazio e che da qui condiziona pesantemente l'assetto istituzionale e politico della Capitale.
E' infatti ben conosciuto nel basso Lazio Gianguarino Cafasso, il pusher dei transessuali romani, in contatto con Marrazzo che pare essere stato il confidente dei quattro carabinieri della compagnia Trionfale di Roma i quali sarebbero, a loro volta, gli artefici del goffo ricatto ai danni dell'ormai ex presidente Marrazzo. Gli inquirenti sanno bene che la cocaina è un mercato nel Lazio controllato quasi esclusivamente dalle 'ndrine di Fondi e dai loro alleati del clan dei casalesi. Gianguarino Cafasso, trovato cadavere nel settembre 2009 in una stanza d'albergo a Roma,era nel settore persona conosciuta e usata per la capacità di piazzare grandi quantità di polvere bianca. Cafasso, che ben conosceva le debolezze e le frequentazioni di Marrazzo,sin dal luglio del 2009,in piena bufera sul caso Fondi, tenta di vendere il video hard che dovrà mettere nei guai Marrazzo. Stranamente, in piena guerra dei dossier su escort,veline, e orgie di Stato,quel documento sembra non venire acquistato e reso pubblico. La cosa ha oggettivamente dell'incredibile. Quindi non è illogico sospettare che Marrazzo venisse tenuto sotto continuo ricatto al fine di evitare che sino alla scadenza del suo mandato non accellerasse il ricambio ai vertici del Mof, cosi come richiesto sin dal luglio 2009 dall'on.Luisa Laurelli. Conveniva forse tenere sotto ricatto Marrazzo perchè oltre alle quattro mele marce presenti nell'arma dei carabinieri ,che si erano prestati ad un gioco “più grande di loro”, sarebbero potute emergere responsabilità inconfessabili di mele marce in ambienti di più alto livello interessati a non far comprendere le ragioni alla base delle coperture di cui godono da anni i boss latitanti della camorra nelle città che dal fiume Garigliano, lungo la via Flacca e la Pontina giungono a Roma. Sarà un caso ma anche le mele marce potrebbero essere state commercializzate e fatte fruttare al momento giusto.

* Referente di LIBERA (Associazioni,nomi e numeri contro le mafie) del Lazio

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domenica 1 novembre 2009


"Ci spieghino cos'è accaduto invece di fare un teatrino orribile di scaricabarile"
di Ugo Dinello (31/10/2009)

"No, davvero, non esiste: vedere quel corpo martoriato fa capire che siamo oltre i limiti, non solo dello stato di diritto, ma del rispetto della persona umana". Di corpi martoriati, di immagini cruente un magistrato chissà quante ne ha viste. Ma ogni volta è la prima volta. E le immagini del volto martoriato di Stefano Cucchi, hanno colpito Felice Casson, ex sostituto procuratore della Repubblica e attuale componente della Commissione Giustizia del Senato.


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1° Congresso Nazionale di Sinistra Critica - 6-8 novembre 2009 DOCUMENTO POLITICO

COSTRUIRE A PARTIRE DAL CONFLITTO SOCIALE. IL PROGETTO DI SINISTRA CRITICA PER UNA NUOVA SINISTRA ANTICAPITALISTA

1. INTRODUZIONE



La fase attuale è contrassegnata dall’esaurirsi di alcuni cicli politici e storico-politici che conferiscono ai nostri tempi i caratteri di una profonda instabilità. Vecchi equilibri, convinzioni, strutture si sono deteriorate e/o estinte anche se nuovi equilibri non sono ancora all’orizzonte. Viviamo al tempo delnon piùe delnon ancora” ed è dentro queste coordinate che occorre mettere a punto le linee guida per una ricostruzione di una sinistra anticapitalista.
Perché di ricostruzione radicale oggi dobbiamo parlare, dopo la lunga fase della “rifondazione” e dei tentativi di ricomposizione di culture e organizzazioni diverse. Quel tentativo è fallito, le culture non si sono amalgamate e le organizzazioni oggi riprendono, ognuna, la propria autonomia anche se in condizioni più arretrate.
Viviamo quindi al tempo della ricostruzione della sinistra di classe e anticapitalista. Per farlo ci vorrà tempo e pazienza, non esistono più scorciatoie, appuntamenti elettorali salvifici o discussioni astratte sul contenitore migliore o sul simbolo più efficace. Si tratta squisitamente di un lavoro che verterà su due aspetti centrali: un’efficacia sociale per resistere alla crisi, alle destre, al capitalismo; una discussione a fondo, programmatica e culturale, per delineare gli assi fondamentali, capaci di reggere nel tempo, che devono caratterizzare la nuova sinistra necessaria.
L’oggetto principale del nostro dibattito congressuale sarà dunque questo: qual è il senso dell’anticapitalismo oggi, che apporto può dare un marxismo critico e depurato dal peso dell’ortodossia, quali sono le linee fondamentali di una società alternativa, di un socialismo del XXI secolo e quali i percorsi, le coordinate, il profilo generale attorno a cui ricostruire una nuova forza politica della sinistra anticapitalista.
Quello che noi proponiamo è dunque una grande discussione generale, un lavoro a cielo aperto che parta dal nostro dibattito congressuale e continui anche dopo con l’obiettivo di far nascere in un tempo ragionevole una Sinistra Anticapitalista utile ai fini della lotta di classe.

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De Angelis reintegrato alla F.S.

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Dichiarazione di Gigi Malabarba (clicca sul rosso) Fs, reintegro Dante De Angelis: «Una vittoria dei lavoratori»

UNA GIORNATA ANTIRAZZISTA CONTRO LE NUOVE LEGGI RAZZIALI MARONI/BERLUSCONI

Quanta gente multicolore per le strade di Roma!
Immigrati, innanzitutto: di ogni etnia, da tutte le parti del mondo. Uno slogan campeggiava sugli altri: "C'è una sola razza, quella umana"! Poi slogans di ogni tipo come le etnie preseti.
Tante le organizzazioni presenti, senza citarne alcuna, possiamo dire che da tempo non se ne vedevano tante insieme, con lo stesso obiettivo: cancellare la legge razzista sulla cosiddetta sicurezza, mandare a casa il governo più razzista degli ultimi 60 anni. 200.000 partecipanti con lo spirito unita- rio di un'Italia che "Non respinge"; un'Italia che accoglie.

Un movimento contro la crisi per la cacciata di Berlusconi

"BUCA RAGAZZO, BUCA"!

Bondi ha dato parere favorevole alla trivellazione dei fondali in Mar Grande a Taranto da parte dell'ENI. Ci sembrava troppo brutto che questo ministro non facesse qualche "regalo" alla nostra città.
E che .azz, Prestigiacomo si e Lui no?!
BISOGNA MOBILITARSI AL PIU' PRESTO!

Intervento di F. Turigliatto su "l'Altro" del 19 sett.

UNA INIZIATIVA PER RILANCIARE LA LOTTA CONTRO IL NUCLEARE!

Domenica 6 settembre ultimo scorso, l'Associazione politica culturare "Sud in movimento", con sede a Grottaglie(Taranto), ha tenuto la sua festa che aveva come asse portante la lotta contro le centrali nucleari che il governo Berlusconi vuole installare in Italia. L'apertura dell'iniziativa è stata una bella assemblea con una buona partecipazione di varie organiz -zazioni e cittadini/cittadine. Si sono affrontate le varie possibilità per affrontare questo problema gravissimo, che distruggerebbe ulteriormente il nostro territorio(visto che la Puglia - e nella fattispecie Avetrana-), sarebbe uno dei 4 siti sul quale costruire una centrale nucleare.
Numerosi interventi hanno affrontato l'argomento difficile da riprendere, ma tutti tesi a affrontarlo con approfondimenti consigliandosi con esperti della materia.
L'assemblea si è conclusa con l'impegno di convocare una assemblea più larga, preparatoria di una iniziativa regionale
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CON LE PRECARIE E I PRECARI DELLA SCUOLA!

LA LOTTA DELLE PRECARIE E DEI PRECARI DELLA SCUOLA SI E' ALLARGATA SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE. IL GOVERNO, SU PROPOSTA DELLA MINISTRA GELMINI, TENTA DI DIVIDERE LE/I LAVORATRICI/LAVORATORI IN LOTTA, MA QUESTI NON SI LASCIANO INGANNARE E CONTINUANO LA MOBILITAZIONE.

AVANTI CON LA LOTTA!




I LAVORATORI DELLA INNSE HANNO RAGGIUNTO IL PRIMO OBIETTIVO

ANCORA UNA VOLTA LA LOTTA HA PAGATO.
SOSTENIAMO TUTTE LE LOTTE DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI DI TUTTE LE CATEGORIE!
Interviste da YouReporterLe immagini dello sgombero - - - - - - - - - - - -Il blog dei lavoratori Innse

Una bella lettera della sorella di una vittima del lavoro

 
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Manifestazione nazionale antirazzista il 17 ottobre - - - clicca sul giallo

"Libere elezioni, via la teocrazia" Dichiarazione di Flavia d'Angeli all'ANSA

LETTERA APERTA AL PREFETTO, AL SINDACO, AI COMMERCIANTI DI TARANTO- clicca sulla lettera

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Articolo 21 - Sardegna, 3 morti sul lavoro. Marongiu (Camera del Lavoro): nessuna fatalità

questa parte è redatta da "Sinistra Critica" L'impronta di classe di questo governo si evidenzia sempre più. Mentre depotenzia le sanzioni previste dal Testo Unico sulla sicurezza, per quei padroni che quando accadesse un infortunio mortale sul lavoro, di fronte a gravi mancanze di sicurezza venga sanzionato fino all'arresto, cosa si inventa il ministro che odia visceralmente i lavoratori? Quel tal "personaggio", dal nome ambiguo, Brunetta, prevede sanzioni contro i lavorastori e quei medici che, secondo non si sa quali enti, rilevassero "false malattie", arrivando a proporre l'arresto fino a 5 anni! Ora. Ammesso e non concesso che qualcuno possa certificare una falsa malattia, questa sarebbe più grave di un omicidio bianco! Se questa non è giustizia di classe, cosa è?! Leggi il pezzo sull'ultimo "omicidio" multiplo pubblicato da Articolo 21 - Sardegna, 3 morti sul lavoro. Marongiu (Camera del Lavoro): nessuna fatalità

(Articolo pubblicato su LIBERAZIONE del 25 luglio)

clicca per leggere l'articolo A proposito di unità e sinistra

SEMPRE MEGLIO, SEMPRE PIU' A DESTRA

Di solito si dice: "Siamo alla frutta". Sembra, però che "stiamo sparecchiando"! Per rimanere nella metafora, purtroppo “i piatti li lavano sempre le stesse e gli stessi”. Ovviamente Sinistra Critica non è responsabile di quanto va facendo Rifondazione Comunista, e/o altre organizzazioni. Sembra proprio che la le lezione dell'anno scorso non sia servita(ripetuta alle europee), e che non voglia smettere di stupirci. Poi, il PRC si chiede: "Perchè i nostri elettori ci abbandonano?". Insomma, RC ha fatto un congresso dicendo che "mai più avrebbe fatto accordi con questo PD". Subito dopo, però, aggiungeva "a livello locale saranno le regioni e le federazioni a decidere". Perchè, localmente il PD è migliore? Ha poi sostenuto che aveva fatto una svolta a sinistra - ammettendo di fatto che prima aveva posizioni non propriamente di sinistra (Ma! Vai a capirla)-.Ora, come una folgore, si abbatte l'accordo fra Florido e l'UDC e la lista Tarantino. Si proprio quelli che stavano con Cito. Quelli che, durante la campagna elettorale il cosiddetto Centro-sinistra, attaccavano l'UDC di aver causato il dissesto del Comune di Taranto. Non sembri strano se non me la prendo con Florido; conoscendo il Presidente uscente, pur di vincere avrebbe fatto l'accordo anche col diavolo. Daltronde, abbiamo sentito dichiarazioni di esponenti del PD nei confronti di Cito: "Cito gliele ha cantate a Rana, ricordandogli che il PdL è stato causa del dissesto( Mosca PD )". Che vergogna; che morale. Un vecchio detto nostrano dice " cosa si deve fare per vivere (non so scrivere il dialetto tarantino, ma chi lo conosce lo traduca in vernacolo)".Lascio stare l'accordo Rana/Cito, SC rimarca la totale assenza di morale e di coerenza che in politica non farebbe proprio male.Basterebbe ricordare le invettive di Cito contro Rana e il PdL per negare qualsiasi accordo. Forse, però, è vero quando i semplici cittadini dicono con imbarazzo: "Non si capisce più niente". L’accordo fra florido, Tarantino e l’UdC, non fa dimenticare “Io sud”, che vorrei ricordare da dove proviene la Signora Onorevole Poli Bortone. Fosse questo, uno potrebbe dire “va bene, è acqua passata”! No, non solo non c’è nessun ripensameto rispetto al passato, la signora a Lecce ha schierato, nella sua coalizione, anche il MSI, una delle organizzazioni dichiaratamente fascista e che oggi infesta le nostre città. Il grido di “guerra” di RC, “Mai con l’UdC”, oggi, pur di avere un seggio- ma basterebbe anche uno strapuntino- si trasforma in “Con chicchessia, purchè sia”. Il motivo per cui ha portato Sc a non parlare del PdCI e di Sinistra Unita (Sinistra e Libertà alle europee), è semplice: sul PdCI c’è poco da dire, un’organizzazio- ne che, pur di stare al governo avallò la guerra che l’Esecutivo D’Alema scatenò contro la Serbia e spaccò Rifondazione Comunista; di Sinistra e Libertà, si può solo dire che Vendola sta preparando l’accordo con la Poli Bortone per le elezioni regionali del 2010… Altro che “coerenza”. Qui stiamo al più bieco dei trasformismi. Per rimanere attaccati a una poltroncina, fosse anche un trono, non sareste per tantissimi gli stessi per i quali un tempo valse la pena battersi per fare del nostro territorio qualcosa di diverso. Sembra proprio che lo abbiate dimenticato. Avanti così! Sempre più a destra…

Palagianello, il segretario lascia PRC e va col PDL(cor. giorno Sabato 16 maggio 2009)

Palagianello, il segretario lascia Prc e va col Pdl PALAGIANELLO - Si può passare da Rifondazione al Pdl? Sì, può succedere nell'Italia degli operai che votano Pdl in massa, non solo nei sondaggi. E a Palagianello è successo addirittura che a cambiar casacca sia stato il segretario cittadino dei “ro ss i ”, transitato all'improvviso tra gli “a zz u r r i ”. Sono questi i tempi che corrono, anche se il rospo da mandar giù per la segreteria provinciale è sin troppo grosso. Riunitasi ieri, ha esaminato «la squallida vicenda che si è venuta a determinare presso il circolo di Palagianello che ha visto l’ex segretario del Partito, Giacinto Donvito, passare armi e bagagli addirittura nel Pdl. Tale atto di trasformismo - stigmatizzano dalla segreteria - non solo è inqualificabile sotto tutti i punti di vista politico, etico e morale ma impone subito un intervento diretto della segreteria stessa tesa a ripristinare regole democratiche e indirizzo politico in un circolo in cui sono venuti meno quelle forme di rappresentanza politica che lo statuto prevede». A tal proposito si è deciso di nominare commissario del circolo «il segretario Franco Gentile che avrà pieni poteri politici ed organizzativi sino al congresso. Per il periodo elettorale sarà affiancato da Tito Anzolin, della segreteria provinciale e candidato nel collegio Castellaneta-Palagianello».

VOTA "PAPI" - guarda il video de "la Repubblica"

I nuovi capipopolo

I nuovi capipopolo
Ma che facce di c...aimani

MALEDETTI, QUANDO FINIRA' QUESTO MASSACRO?!

Ancora un omicidio sul lavoro all'ILVA di Taranto.
Un operaio polacco, che lavorava per una ditta belga, è stato colpito da una gru facendolo precipitare da una quindicina di metri.

Dopo i 5 omicidi sul lavoro di giorno 9-12, tutti giovanissimi che avevano portato i morti sul lavoro a 1003, oggi 11-12 (ed è ancora mattina), se ne aggiunge un altro,che a quanto ne sappiamo è un giovane.
daremo altre informazioni appena ne sapremo di più.

Riva, i suoi fiduciari e i dirigenti dell'ILVA possono sbandierare la riduzione degli infortuni degli operai sociali, ma solo perché il grosso degli infortuni accadono nelle aziende di appalto, visto che gli ultimi omicidi sul lavoro sono tutti di lavoratori di queste aziende?
Oltre a questi dati: quanti operai non dichiarano più infortuni, di non grossa entità, per paura di provvedimenti disciplinari ma, anche, per non far perdere il buono acquisto di 100 €uro a tutto il gruppo di appartenenza, rinunciano di denunciare l'infortunio? Questi dati rimarranno un mistero per ovvi motivi)

precisazione

In aggiunta a quanto detto nella mail precedente, sull' omicidio sul lavoro avvenuto all' ILVA di Taranto, precisiamo: L' operaio di origine polacca, stava lavorando su una impalcatura per dei lavori di rifacimento dell'altoforno n° 4, che è fermo dalla scorsa estate e che, si suppone, con la crisi in atto resterà fermo per molto. L' operaio è stato colpito dal braccio di una gru che lo ha fatto precipitare da una quindicina di metri.

Insomma, siamo in presenza di morte strisciante("malambiente"), e per morte violenta, sempre meno "bianca" e sempre più "scelte di politica economica".

Per parafrasare un noto detto: "Un morto val bene il profitto"!

Maledetti quando finirà questo massacro

Da "La Repubblia.it."

dati del 2008 sono lievemente migliori di quelli del 2007ma ci vorrà tempo per tornare ai livelli positivi del decennio scorso
Mille e tre morti dopo la Thyssenil lavoro in Italia rimane insicuro
Precarietà, mancanza di regole e una normativa che, dopo il Testo Unicodi Prodi, è rimasta ferma. La Cgil: "Il governo punta a non disturbare le aziende"di MASSIMO RAZZI

ROMA - Un anno e 1.003 morti dopo, la strage della Thyssen resta lì come un atroce segnale piantato sul mondo del lavoro italiano. Dal rogo del 6 dicembre 2007 che causò la morte dei sette operai torinesi all'orribile fine (due giorni fa) del venticinquenne Matteo Bozza, schiacciato da una pressa nell'azienda cartotecnica di Verona di cui era contitolare, ci sono mille funerali, mille dolori inestinguibili e l'incapacità complessiva del Paese di uscire dal tunnel delle morti causate da lavoro. Per continuare con i numeri (che, comunque, servono a capire) sarà bene subito chiarire che il "1003" che oggi scriviamo sulla prima pagina di Repubblica.it è un dato assolutamente ufficioso frutto della caparbia volontà di un delegato sindacale toscano, Marco Bazzoni, che ha tenuto il triste conteggio con i mezzi a sua disposizione: cioè le notizie che uscivano sui giornali, sui siti internet, sulle agenzie. Molto più ufficialmente, l'Inail ci dice che i morti sul lavoro, nel 2007, sono stati 1207 e che il trend del 2008, fortunatamente, risulta in diminuzione. Ma il dato definitivo dell'anno che si chiude si avrà solo fra qualche mese, quando la burocrazia avrà finito i suoi conteggi. Sperabilmente si collocherà di qualche decina di unità al di sotto di quello dell'anno scorso e ci dirà, appunto, che il trend è lievemente positivo, ma che non siamo ancora sulla strada giusta. La strada, infatti, tornerà ad essere quella di un paese civile solo quando riprenderà l'andamento dei decenni scorsi: dal 1951 al 1960 la media annuale di morti sul lavoro fu di 2.519. Dagli anni '60 in poi, grazie alla crescita sociale, al cambiamento della struttura stessa del lavoro in Italia (migrazioni epocali dalle fabbriche ai servizi), alle battaglie sindacali, alla scoperta della parola "sicurezza", alla capacità di controllo del movimento operaio, il dato era sempre sceso: 2.375 morti all'anno tra il 1960 e il 1970; 1909 nel decennio '71-'80, 1.377 tra l'81 e il '90, 1.058 alle soglie del secondo millennio.

CAPA REZZA

"Questa che vado a raccontarvi è la vera storia di Luigi delle Bicocche, eroe contemporaneo a cui noi tutti dobbiamo la nostra libertà”

Piacere, Luigi delle Bicocche
Sotto il sole faccio il muratore e mi spacco le nocche.
Da giovane il mio mito era l’attore Dennis Hopper
Che in Easy Rider girava il mondo a bordo di un chopper
Invece io passo la notte in un bar karaoke,
se vuoi mi trovi lì, tentato dal videopoker
ma il conto langue e quella macchina vuole il mio sangue
..un soggetto perfetto per Bram Stroker
Tu che ne sai della vita degli operai
Io stringo sulle spese e goodbye macellai
Non ho salvadanai, da sceicco del Dubai
E mi verrebbe da devolvere l’otto per mille a SNAI
Io sono pane per gli usurai ma li respingo
Non faccio l’ Al Pacino, non mi faccio di pacinko
Non gratto, non vinco, non trinco/ nelle sale bingo/
Man mano mi convinco/ che io
sono un eroe, perché lotto tutte le ore. Sono un eroe perché combatto per la pensione
Sono un eroe perché proteggo i miei cari dalle mani dei sicari
dei cravattari
Sono un eroe perché sopravvivo al mestiere. Sono un eroe straordinario tutte le sere
Sono un eroe e te lo faccio vedere. Ti mostrerò cosa so fare col mio super potere
Stipendio dimezzato o vengo licenziato
A qualunque età io sono già fuori mercato
…fossi un ex SS novantatreenne lavorerei nello studio del mio avvocato
invece torno a casa distrutto la sera, bocca impastata
come calcestruzzo in una betoniera
io sono al verde vado in bianco ed il mio conto è in rosso
quindi posso rimanere fedele alla mia bandiera
su, vai, a vedere nella galera, quanti precari, sono passati a malaffari
quando t’affami, ti fai, nemici vari, se non ti chiami Savoia, scorda i domiciliari
finisci nelle mani di strozzini, ti cibi, di ciò che trovi se ti ostini a frugare cestini
..ne’ l’Uomo ragno ne’ Rocky, ne’ Rambo ne affini
farebbero ciò che faccio per i miei bambini, io sono un eroe.

Per far denaro ci sono più modi, potrei darmi alle frodi
E fottermi i soldi dei morti come un banchiere a Lodi
C’è chi ha mollato il conservatorio per Montecitorio
Lì i pianisti sono più pagati di Adrien Brody
Io vado avanti e mi si offusca la mente
Sto per impazzire come dentro un call center
Vivo nella camera 237 ma non farò la mia famiglia a fette perché sono un eroe.